domenica 26 novembre 2017

Juno.00008.002 - Hera - 002


L'appartamento sopra il ristorante era comodo, e ad Hera non spiaceva cucinare, quindi accettò di lavorare per il ristorante, così come stava facendo Juno.

Alla completa nudità delle dipendenti del ristorante fu concessa un'eccezione, su richiesta di Hera: calze autoreggenti per tutte, in modo da prevenire l'insorgere o l'aggravarsi delle vene varicose; il redattore di una rivista naturista storse il naso, ma Juno ribattè che anche un naturista si mette la sciarpa quando fa tanto freddo.

Ad Hera questo nuovo lavoro piacque, e lo paragonò volentieri a quello che aveva fatto Carl Gustav Jung, che nella sua torre a Bollingen, sul Lago di Zurigo, non aveva voluto l'elettricità, e spaccava personalmente la legna per il caminetto; Hera si trovò a lavorare soprattutto con Juno (Rebecca aveva ripreso a pieno ritmo l'attività di ingegnera, ed il suo studio era a Bosa; Debora teneva aperta la gioielleria di famiglia), e cominciò a capire la differenza tra il sesso biologico e l'identità di genere di lei.

Una sera, dopo aver fatto le pulizie insieme, Hera disse a Juno: "Ora mi sono resa conto che per il 95% di quello che conta per me sei una donna. Non proverò più ad usare il maschile con te".

"Grazie. Ed il restante 5% cos'è?", chiese Juno, ed Hera lo abbracciò e baciò sulle labbra. Juno rimase turbato e disse: "Dovrei parlarne con mia moglie".

"Non puoi nasconderti dietro le sue gonne, visto che non ne porta", tentò di ironizzare Hera, ma Juno rispose: "La nostra è una relazione aperta, ma lei vorrebbe almeno essere informata di questo. Lei sa che c'è stato tra noi da ragazzi, non se ne stupirà tanto".

La reazione di Rebecca fu meno favorevole di quello che aveva previsto Juno: "Amore, il problema non è il sesso, od i sogni che avete fatto insieme da ragazzi e che ora potete realizzare. Il problema è che mi stai lasciando troppo tempo sola, con la scusa che devi far funzionare il ristorante ed insegnare il mestiere a tua sorella".

"Puoi trasferire lì il tuo studio", provò a suggerire Juno, ma Rebecca rispose: "E perdere i miei clienti? E svegliarci io e nostra figlia presto la mattina perché dovrò portarla a scuola in macchina, mentre ora può andarci a piedi? Dì a tua sorella che, se proprio ti vuole, venga ad abitare qui in città!"

Hera rispose ad Juno: "Rebecca è una cittadina, io amo i luoghi appartati. Da questo punto di vista non potremo mai andare d'accordo. Meglio che lasciamo perdere - non voglio che per colpa mia tu perda la moglie e la figlia".

Il problema sembrava accantonato, se non risolto, con Juno che stava al ristorante solo durante l'orario di apertura al pubblico, per avere più tempo da dedicare a Rebecca e Dina, ma un giorno Juno ricevette una telefonata.

"Juno? Sono Hera, mi serve un grosso favore. Puoi acquistare i prodotti di cui ti mando una lista ed una batteria da autoveicolo come quella di cui ti mando la foto?"

"Che è successo?"

"Tornando dal grossista di Sassari con le derrate per il ristorante, ho spento il motore del furgone ma non i fari".

"Complimenti!", la sgridò Juno, "Va bene, provvedo subito".

La lista della spesa comprendeva inezie come sale, spezie, olio d'oliva, che Juno acquistò e portò subito al ristorante, spiegando ad Hera: "La batteria a Bosa non si trova, e devo andare a prenderla a Macomer; intanto con queste cose puoi preparare il pranzo e servire i clienti".

"Riesci ad avviare il furgone con i cavi, così mi lasci la macchina, e se ho ancora bisogno di qualcosa, posso pensarci io?"

"Beh", rispose Juno, "Nella mia macchina i fari non restano accesi a motore spento, quindi non corro rischi!"

Juno riuscì ad avviare il furgone - per fortuna il serbatoio del carburante era pieno - e così si recò a Macomer per il cambio della batteria.

Al ritorno Hera chiese a Juno: "Perché ci hai messo tanto?"

"Il meccanico si è accorto che un tagliando era scaduto, ed ha provveduto", rispose Juno, "Ed infatti ora il mezzo funziona meglio. Questa è la fattura".

"Mettila via e toglimi la guépiere", rispose Hera - che infatti sotto l'accappatoio non aveva il corpo nudo.

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