lunedì 24 luglio 2017

Precursori 00015 - Mikveh Israel


L'incontro avvenne a casa di Eliyahu "be-Motzey-Shabbat", dopo la fine del sabato. Bruryah, la moglie di Eliyahu, aveva preparato una magnifica cena, succulenta e kasher, e gli ospiti Andrew e Shimeon le fecero i complimenti, non solo per il gusto, ma anche per il valore nutrizionale dei cibi in tavola. Come diceva Eliyahu, aveva sposato sua moglie per la cucina, e questo continuava a sostenere il loro matrimonio.

Bruryah, dopo la cena, mise i piatti in lavastoviglie insieme con Eliyahu, e poi si scusò con gli ospiti - la sera andava a letto presto per svegliarsi presto la mattina.

Dal punto di vista strettamente tecnico, l'incontro fu molto proficuo: Eliyahu spiegò come si dovevano attirare i precursori, come distinguerli tra maschili e femminili (e perfino come indurre eventuali transizioni, se il rapporto tra i generi risultava troppo sbilanciato), come immagazzinarli, ed infine come mescolarli in modo da unirli creando anime vere e proprie da inserire nell'utero artificiale già messo a punto.

Mentre Eliyahu parlava, Andrew e Shimeon prendevano appunti, e subito dopo discussero codesti appunti con Dvora (che doveva garantire che materiali e componenti resistessero ad un viaggio spaziale, e che l'astronave quel viaggio lo potesse fare) e Chana (l'astronave sarebbe stata senza equipaggio, ed il successo della missione lo si doveva perciò affidare al software di bordo).

Smarcati tutti i problemi tecnici, ne rimase solo uno intrattabile: come mantenere liquida l'acqua che doveva contenere i precursori maschili e femminili.

Eliyahu diceva: "La scaldiamo", e Dvora obbiettava: "Con quale energia?"

"Col calore residuo dei razzi!"

"Papà, un'astronave non è un automobile, che si muove solo finché è acceso il motore; un'astronave, una volta inserita nella rotta desiderata, spegne i motori e va avanti per inerzia fino alla prossima correzione di rotta. Inoltre, una volta uscita dall'orbita terrestre, l'astronave userà motori ad effetto Halle, senza combustione né produzione di calore. Per tenere liquida quell'acqua ci vorrà una fonte di calore apposita, che dovrà funzionare per cinque anni, e più".

Mentre discutevano di queste cose, Bruryah si era alzata dal letto per prendere un bicchier d'acqua, sentì quello che dicevano, bussò alla porta del salotto e disse: "Eliyahu, sei proprio sicuro che sia necessario che l'acqua sia liquida?"

"E come mescoliamo altrimenti le acque maschili con quelle femminili?", rispose il marito, e Bruryah rispose: "Io non sono un'ingegnere aerospaziale come Dvora, e dell''halakhah' [la legge religiosa ebraica] conosco solo l'indispensabile per preparare cibo kasher e purificarmi dopo il ciclo. Come ci purifichiamo noi ebree dopo il ciclo? Immergendoci in un 'mikveh' [bagno rituale], che deve contenere soltanto acqua naturale".

"In cosa è rilevante un mikveh con quello che stiamo facendo?", chiese Shimeon, e Bruryah, con gli occhi lucidi, rispose: "Acqua naturale non vuol dire non gassata, vuol dire in questo caso che non deve essere stata spinta da una pompa o sollevata con un secchio. Molti anni fa un rabbino newyorkese si fece spiegare dai responsabili dell'acquedotto cittadino quali quartieri ricevevano l'acqua per caduta, e quali avevano bisogno di una pompa - nei primi si poteva costruire un mikveh, negli altri no".

"Mamma, vieni al punto", chiese Chana, e Bruryah rispose: "Un rabbino un giorno si trovò di fronte ad un problema spinoso: tutta l'acqua potabile disponibile era passata per una pompa. Come ripristinare il suo stato naturale?"

"Boh", rispose Dvora, e Bruryah riferì la soluzione: "Fece congelare l'acqua e poi sciogliere il ghiaccio. L'acqua di disgelo era equivalente all'acqua piovana. Perfettamente idonea per un mikveh".

Andrew cadde riverso sulla poltrona dicendo: "Porca miseria, perché non ci abbiamo pensato subito?"

Shimeon rise e disse: "Chiediamo a Strauss [il più famoso fabbricante di gelati israeliano - produce su licenza anche i gelati Algida] di costruire la macchina che attira i precursori".

"Spiegatevi meglio", disse Eliyahu, che non voleva che si prendessero decisioni sopra la sua testa.

Dvora provò a spiegare quello che avevano in mente Andrew e Shimeon: "Papà, se le acque maschili e femminili non sono allo stato liquido, ma solido, non come un blocco di ghiaccio, ma come un gelato, perchè i cristalli di ghiaccio sono separati dall'aria, è un problema per i precursori?"

Eliyahu ci pensò un attimo e rispose: "No, affatto. L'idea della mamma è geniale. Ci risolve il problema del riscaldamento, anche se penso aumenti quello dell'ingombro".

Andrew disse: "Hai detto tu stesso che non c'è limite alla densità di spiriti per unità di volume o massa. Come li concentriamo?"

Eliyahu: "Per distillazione. Si trasforma l'acqua in vapore, e lo si fa passare per una camera d'oro con un filtro d'oro alla fine. Il filtro raccoglie i precursori, e quello che ha avuto bisogno di migliaia di litri d'acqua per accumularsi viene lavato via da poche gocce".

Shimeon disse: "Strauss produce anche caffè. Può produrre un distillatore, o farsi aiutare da una distilleria di liquori, visto che è una grande industria alimentare, senza destare sospetti".

Dvora aggiunse: "Papà, dici che i serbatoi devono essere d'oro zecchino. Mi dici qual è lo spessore minimo dell'oro? L'idea mia è quella di farli invece in titanio con rivestimento interno d'oro a 24 carati, per renderli più leggeri e robusti. Devono restare in orbita per un tempo indefinito, ed arrivare a Callisto poi con un viaggio di cinque anni!"

Eliyahu rispose: "Sette millimetri. Credo che abbiamo ora risolto tutti i problemi".

"Pressappoco", rispose Shimeon, "In progetti come questi i problemi continuano ad emergere finché non si dice 'Basta'".

1 Commenti:

Blogger Erica Gazzoldi ha detto...

Sono sempre più strabiliata... Sei sicuro che un regista di fantascienza non ci farebbe un pensierino? :)

24 luglio 2017 23:07  

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